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il birmano: storia « Home
StoriaLa leggendaIn Birmania, prima della venuta del Buddha, vivevano gli Khmer, un popolo molto religioso che venerava le sue divinità in splendidi templi. In uno di questi, dedicato a Tsun-Kian- Kse, dea che presiedeva alla reincarnazione delle anime, si ergeva una sua preziosissima statua d'oro massiccio dai grandi occhi in cui brillavano due splendidi zaffiri blu. La tradizionePoupée de Madalpour, una femmina, fu il primo Gatto Sacro di Birmania presentato in una mostra felina. Era il 1920 e la bella gatta dai guanti bianchi conquistò subito il pubblico francese per la sua bellezza e per l'alone leggendario che l'accompagnava. Su giornali e testi dell'epoca troviamo varie notizie che riguardano Poupée e i gatti birmani, ma nessuna dà la certezza dell'origine di questa razza.
Un'altra versione ancora racconta che il Birmano discenderebbe dai gatti dei templi birmani, in particolare dalla gatta Sita, portata gravida in Francia nel 1919 da August Pavie. La versione meno romantica, invece, sostiene che la razza sia imparentata con il Siamese, se pur probabilmente originaria della Birmania, e che sia stata selezionata da allevatori francesi negli anni venti, contemporaneamente al Persiano Colourpoint, da gatti Kmer, una razza in voga in Europa fino agli anni cinquanta. C'è poi la "versione americana" che vuole che ad ottenere il primo successo con la nascita di Debuttante, non furono degli allevatori ma un'equipe di ricercatori della Harvard Medical School interessati ad ampliare le loro conoscenze genetiche e non a creare una nuova razza. In ogni caso, qualsiasi versione si voglia prendere per buona, alla fine della tragedia della seconda guerra mondiale, una sola coppia di Birmani risultava nel libro delle Origini francese e da quella coppia si è ricostituita la razza. |
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