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Il Birmano.

Standard

I canoni estetici di una razza sono espressi nello standard il cui scopo è quello di dare una descrizione dettagliata e quindi di permettere l'individuazione e i soggetti tipici. In negativo , consente di sanzionare i difetti più frequenti che possono comparire.
Lo standard però non deve descrivere un gatto impossibile: pur conciliando canoni estetici e mode del momento, non può ignorare le leggi della genetica.
Perciò, prima ancora di continuare la lettura, vi consiglio di avere ben chiaro cosa desiderate, se un meraviglioso, affettuosissimo Birmano da compagnia o un'altrettanto splendido esemplare da esposizione. Entrambi saranno dei bellissimi gatti, entrambi vi daranno grande affetto, la differenza sta solo in standard estremamente rigidi: il Birmano è forse il gatto più difficile da allevare con canoni il più attinenti possibile agli standard ufficiali, e se non avete intenzione di frequentare le mostre o di allevare, vi consiglio di non dar loro troppa importanza.
Continuiamo, specificando che tutte le razze sono caratterizzate essenzialmente da tre punti:

  1. morfologia

  2. tessitura e colore del mantello

  3. colore e forma degli occhi

Morfologia

Il Birmano è di taglia media ed ossatura robusta; un maschio adulto dovrebbe pesare non meno di quattro/cinque chili, una femmina non meno di tre/quattro. Insomma un gatto forte e ben piantato. Le zampe, infatti, dovranno essere piuttosto grosse e corte, caratteristica peculiare della razza.

I difetti più comuni sono proprio le zampe esili ed alte. La corporatura lievemente allungata fa parte degli aspetti morfologici del Birmano: una corporatura raccolta, insieme ad una coda troppo corta, rammentano da vicino il Persiano. La coda è uno degli elementi più significativi di questa razza: viene "portata" dritta a pennacchio, tesa deve raggiungere almeno le scapole. La testa deve avere fronte arrotondata,il mento in asse con il naso, il naso a forma romana e senza stop, le guance piene e non pinzate, le orecchie di medie dimensioni, arrotondate e non posizionate troppo sul vertice: la testa di un Siamese deve poter essere idealmente iscritta in un triangolo, quella di un Persiano in un cerchio, e quella del nostro Birmano né nell'uno né nell'altro, bensì in un cuore.

Mantello

Il mantello del Birmano è privo di sottopelo, non forma nodi ed ha una consistenza setosa; la sua lunghezza è variabile ad assecondare le forme del corpo e si arricchisce di una folta gorgiera attorno al collo. Il colore del mantello è di una nuance di beige in armonia con i points, così come il colore delle mucose, naso e polpastrelli, che cambierà a seconda della varietà. Il pelo del muso dovrà formare il classico rombo: un allargamento della maschera a tutta la testa (rombo non più ben definito) è considerato un difetto. Infine la colorazione dei points deve esere omogenea.

Occhi

Il colore, in tutte le nuances dell'azzurro , deve essere il più intenso e scuro possibile. La forma non deve essere né a mandorla, come nel Siamese, né rotonda, come nel Persiano, ma deve avere un giusto equilibrio fra le due.
Gli occhi non devono essere troppo vicini (anche per non evidenziare un eventuale strabismo).

Guantaggio

I tre punti fondamentali per la caraterizzazione delle razze vale per tutti gli altri gatti, ma per i Birmani, a complicare lo standard, c'è il guantaggio! Caratteristica distintiva della razza è, infatti, l'avere due paia di guanti (i piedi) candidissimi e ben calzati, che contrastano con i colori delle estremità. Lo standard dei guanti è il più difficile da raggiungere, e per non sbagliare, lo riporto integralmente dal sito FIAF:

"I guanti nel Birmano sono la sua caratteristica più saliente ma anche quella più difficile da ottenere nella sua espressione ideale.Il guantaggio è presente sia nelle zampe anteriori che in quelle posteriori e deve essere simmetrico davanti e dietro, meglio ancora se la simmetria coinvolge contemporaneamente tutti e quattro gli arti.
I piedini devono essere di un bianco candido e senza macchie. Il bianco deve limitarsi alle dita e cioè non dovrebbe mai oltrepassare il metacarpo. Lo stesso discorso vale per gli arti posteriori anche se sono tollerati dei guanti leggermente più alti (l'ideale è che anteriori e posteriori siano simmetrici).
Sulla parte volare dell'arto posteriore (faccia plantare) il bianco non deve ricoprire più di ½ - ¾ del tallone e deve formare la tipica 'V' rovesciata."

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